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LUIGI FREDDI (GEPPE)


Luigi Freddi

 

Freddi Luigi (Geppe) classe 1926, residente a Casoni di Luzzara, arruolato il 01/03/1944 nella 77° Brigata S.A.P., impiccato dai tedeschi il 23/03/1945 a Casoni di Luzzara.

Luigi fu l'unico figlio di Freddi Maria e nacque il 17/12/1926.

Frequentò le scuole elementari ottenendo sempre ottimi voti.

L'insegnante M.Colombini ha sempre parlato di lui con molto entusiasmo, rammaricandosi al pensiero che la mancanza di mezzi finanziari non gli permettessero di continuare gli studi.

Aveva un temperamento buono ed un carattere molto socievole.

All'età di 11 anni cominciò a lavorare come muratore per offrire un supporto finanziario alla mamma malata.

Ancora giovinetto, a 14 anni appena, si trasferì a Bologna per guadagnare per sé e per la mamma.

Nonostante buona parte del suo tempo fosse occupata dal lavoro, riuscì a seguire alcune lezioni di violino, che avrebbe tanto desiderato suonare.

Quando al tirannide fascista appoggiata dagli invasori nazisti cominciò a calpestare il nostro Paese, quando l'anelito di pace, di indipendenza e di libertà cominciò a conquistare i più avveduti degli italiani, anche Luigi, a soli 17 anni, si arruolò volontario nella formazione partigiana della 77°Brigata S.A.P. F.lli Manfredi.

All'inizio continuò a lavorare di giorno, mentre usciva di sera per eseguire azioni di sabotaggio e di guerra.

Intanto la guerra partigiana assumeva un carattere sempre più organizzato e miliare.

Anche Luigi dovette abbandonare la propria casa per vivere in continuità la vita delle formazioni partigiane di pianura.

La madre piangente ricordava l'azione che Luigi compì assieme ad altri per asportare da Borgoforte una mitraglia recuperata da un aereo abbattuto.

Partecipò al disarmo del tedeschi.

Assieme ad un altro partigiano, Lanzoni di Villarotta, la sera del 22 Marzo 1945 si recò in zona Tomba, nei pressi del Pedrocca, per far saltare in aria un deposito di munizioni, colà sistemato dai tedeschi .

Non fu possibile a Luigi portare a termine l'operazione quella sera stessa per il sopraggiungere improvviso dei tedeschi.

Fedeli a quanto era stato loro comandato Luigi e Lanzoni, incuranti del pericolo, la sera seguente si recarono nuovamente sul posto per dare fuoco alle micce installate in precedenza.

Proprio nell'istante in cui compivano la loro missione, vennero sorpresi dai tedeschi e dalla Brigata Nera.

I due partigiani vennero arrestati e trasportati in piazza a Palidano.

Furono mostrati alla popolazione di quel luogo come banditi; poi, a tarda notte Luigi e il compagno vennero impiccati ai lampioni del Monumento di Casoni nel piazzale antistante la Chiesa.

I suoi compaesani ricordano commossi questo alto tributo di eroismo e di sacrificio del giovane Luigi, eroismo che rimarrà perenne come vivo esempio del patriottismo di quella gioventù.

"Luigi, la tua mamma non è sola! Restiamo noi al suo fianco, noi giovani che soltanto ora abbiamo capito chi eravate, perchè siete morti."

 

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