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LUZZARA NON DIMENTICA | I nostri martiri | Adolfo Tedeschi - :: COMUNE DI LUZZARA ::

 

Adolfo Tedeschi (Balilla)

 

 

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Tedeschi Adolfo (Balilla) di Pietro, cl 1927, residente a Luzzara, arruolato il 15 giugno 1944 nella 144ma Brigata Garibaldi, caduto in combattimento a Sparavalle di Castelnuovo Monti il 21-4-1945.

 

Nato il 17-8-1927 a Luzzara da modesta famiglia di artigiani, studente ancora giovanissimo si organizzo prima nelle formazioni di pianura, onde poi recarsi in montagna ove venne organizzato nella 144ma Brigata Garibaldi.

 

A testimonianza del suo eroismo, da uno stralcio della sua commemorazione fatta dal suo comandante di distaccamento nel giorno dei funerali eseguiti a Luzzara nel 1945 si legge:

"Balilla: questo era il tuo nome di battaglia.

 

Da poco tempo hai dovuto lasciare i tuoi cari familiari per sfuggire alla insidia dei briganti neri e sei venuto a rinforzare le fila dei partigiani.

 

A noi che ora viviamo in queste giornate radiose daprile una nuova primavera della Patria, alla nostra mente si ripresenta con rinnovato dolore il ricordo tuo che queste ore felici non vivi, perché caduto sotto il piombo del barbaro nemico.

 

Sei tu, Adolfo, il patriota che il 21 s.m. nella Pineta fatale dello Sparavalle, mentre assieme a noi difendevi le nostre postazioni contro la ancora non doma tracotanza teutonica, ignaro dellinsidia che le armi tedesche già avevano portato alle nostre spalle, avevi la vita stroncata sotto i colpi dellarma nemica.

 

Adolfo, sei caduto per la libertà della Patria.

 

Queste semplici parole caratterizzano realmente la tua figura, perché ladempimento del tuo dovere era il tuo assillo.

 

Chi ti ha avuto compagno delle Scuole Elementari Superiori e chi ti è stato vicino, come amico o allievo, nel servizio partigiano, sa quale scrupolosità e rigidezza con te stesso tu esercitassi senza tentennamenti o compromessi nelladempimento dei tuoi doveri.

 

Se questa è una caratteristica della tua figura, altre doti però ti accompagnavano, che rendono ancora più cocente il dolore di averti perso ora che una Italia in rinascita avrebbe bisogno di giovani così dotati come Tu eri.

 

Lintelligenza sempre tesa alla ricerca di nuove verità, una bontà ansiosa di dare sollievo ai dolori e alle miserie dei sofferenti, una sensibilità politica inesausta nel godimento di nuove bellezze.

 

Tu Adolfo avevi compreso che ciò che si doveva salvare era lItalia, attraverso le diverse vie additate con spirito di fraterna collaborazione dal C.N.L. ed a trionfare è stata lItalia, la grande risorta.

 

Una Patria che non è monopolio di una parte che non ha importanza come nello scorso ventennio, ma genitrice di tutti; una grande madre sanguinante di mille ferite attorno alle quali vigilano con affettuosa devozione tutti i suoi figli degni di questo nome.

 

Continueremo ancora, Adolfo, a marciare uniti come nelle ore del pericolo che Tu pire hai conosciuto perché il bisogno è ancora tanto e solo gli sforzi concordemente protesi al raggiungimento di ununica meta consentiranno di ridare a noi italiani con il lavoro, la pace e la giustizia.

 

Ora tu, Adolfo, come mi dicevi tante volte e che ricorderò sempre: senza rammarichi la tua breve vita, perché ora che hai lieve lanima come la seta fragile del cielo, avrai raggiunto in Dio quella pace cui anelavi.

 

Non sarai dimenticato Adolfo, tu non sei morto soltanto per noi, ma ci guidi col tuo esempio nella lotta."

 

Adolfo, bisognerebbe essere poeta per cantare di te, di tutti i Partigiani caduti, nel modo più sublime che la lingua sappia esprimere.


Ma noi non siamo poeti! Da semplici mortali ti giuriamo: canteremo in versi con la nostra fedeltà alla Resistenza le più nobili lodi a te ed a tutti i nostri migliori.


Evviva! Evviva tutti gli eroi della Resistenza che vivrà e continuerà a vivere con noi.

 

 

 

 


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